Dopo anni di divisione, finalmente oggi alla vigilia della 24 Ore di Daytona, si è trovata un’intesa di massima fra il Fia Wec e l’IMSA per avere una base tecnica comune nella top class delle gare endurance di entrambe le serie. Dopo avere unito in precedenza le due principali serie di sportcars americane (Imsa e Grand-Am), e nell’anno in cui la 24 Ore di Daytona ha una entry list di soli 38 equipaggi, si è arrivati alla nascita della classe LMDh (Le Mans Daytona Hybrid).

Le nuove Dpi 2.0, così rinominate, avranno molti concetti prolungati dall’attuale regolamento in essere Dpi, quindi personalizzazione del telaio LMP2 di base e brandizzazione da parte di un costruttore. In aggiunta a ciò avranno una  componente ibrida comune sull’asse posteriore. (le Hypercar lo hanno opzionale su quello anteriore).

Visto che entrambi i regolamenti LMP1 e Dpi erano al loro naturale ciclo conclusivo, come mai iniziare un nuovo ciclo “sinergico” partendo da due basi diverse (Hypercar e LMDh)? Non era più  logico scegliere una base comune, limitando gli inevitabili problemi di BoP fra le due categorie? Come gestire poi l’equiparazione dei costi fra le due categorie?  Tutte domande che troveranno  una risposta chissà quando, visto che l’annuncio di oggi  è da intendere quasi solo come una lettera di intenti che ha poche certezze. Di certo la notizia è fantastica, e questo attirerà altri costruttori ad impegnarsi, vedremo chi scenderà ancora in campo!

Attendiamo l’evento di Sebring in Marzo, per sapere più in dettaglio le caratteristiche tecniche delle nuove vetture.

 

 

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